Semplificazione dell’Assegno Unico e Universale, parte 1.

23/04/2021
Semplificazione dell’ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE

Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge (21 aprile 2021), il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale; a seguire una sintesi delle disposizioni, con il supporto dell’approfondimento 09/04/2021 della Fondazione Studi Consulenti per il Lavoro.

LE MISURE SOSTITUITE DALL’ASSEGNO UNICO

L’assegno unico sostituirà sei misure di sostegno. In particolare verranno eliminati:

1) l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori: nel 2020 la misura massima di tale assegno era di €. 145,14 mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con ISEE inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);

2) l’assegno di natalità, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione; scaglionato per fasce di reddito, nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con ISEE non superiore a 7.000 euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’ISEE superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40.000 euro, pari a 960 euro per le famiglie con ISEE superiore a 40.000 euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;

3) il premio alla nascita o all’adozione, che consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;

4) il fondo di sostegno alla natalità, diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari.

Nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, inoltre, le seguenti misure verranno gradualmente superate o soppresse:

5) le detrazioni IRPEF per figli a carico, che spettano in misura inversamente proporzionale al proprio reddito e si annullano per redditi pari o superiori a 95.000 euro;

6) l’assegno per il nucleo familiare, spettante per un importo che dipende dal reddito e dal numero dei componenti il nucleo.

Queste misure ammontano a circa 15 miliardi di euro secondo una stima dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio e corrispondono alla quasi totalità delle spese per le famiglie, identificata dall’Istat in 16,7 miliardi nel 2019.

Le misure di sostegno escluse, che ammontano a circa 2 miliardi, sono: i Bonus asili nido, i Congedi parentali e relative indennità, la Carta famiglia (attivata solo nel 2020) e il Fondo politiche per la famiglia (le cui risorse vengono utilizzate sia a livello centrale sia a livello locale).

L’assegno unico coprirebbe, quindi, quasi tutte le misure esistenti ad oggi.

LE RISORSE A DISPOSIZIONE

Ancora non è stabilito esattamente l’importo dell’assegno, ma si delega il Governo a determinarlo sulla base delle risorse disponibili.

Si stima che l’aumento, rispetto ai precedenti benefici per la famiglia, ammonterebbe a circa il 40% nel 2022, quando la riforma, che è prevista dal 1° luglio 2021, entrerà a pieno regime.

Al momento l’Italia è molto al di sotto della media UE in termini di aiuti alle famiglie con figli: 1,1% del PIL, contro una media UE pari al 2,2%; con l’incremento di risorse derivante dagli stanziamenti per l’assegno unico, a partire dal 2022, si ipotizza che l’Italia possa avvicinarsi al 1,5%.

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